Produzioni- TEATRO DELL'ERBA MATTA

Produzioni

FEDROESOPOLAFONTAINE
Favole

Di e con Daniele Debernardi
laboratorio: Luigi ed Eugenio Debernardi, Guido Rossello
musiche originali di Andrea Greco

Di questi tre autori antichi e assai conosciuti, per le morali contenute nelle loro brevi favole, abbiamo creato uno spettacolo con tante canzoni, ove i protagonisti animali sono pupazzi.
La scenografia si presenta come un insieme di scatole colorate a disegni geometrici molto semplici.
Da ogni finestra escono coppie di animali
(il corvo e la volpe, il cane ed il lupo, la lepre e la tartaruga) che in dialogo diretto raccontano le loro storie.
Ognuno di questi passaggi è accompagnato con la chitarra
e cantato dal vivo dall'attore - animatore che così facendo coinvolge, in giochi sonori spiritosi, il pubblico presente.
Ogni storia è contraddistinta da un colore che definisce l'ambiente della storia raccontata.
Otto storie, per otto colori, per otto canzoni.
Le favole diverse conducono i bambini, come nello spirito originale degli autori, in modo giocoso e poetico, a riflettere sulle proprie scelte.
Lo spettacolo è adatto per un pubblico misto dai 3 anni in su.


 

L'ANGELO
di e con Daniele Debernardi

liberamente tratto da un racconto di G.G. Marquez “Un signore molto vecchio con certe ali grandi”.

Spettacolo vincitore della V edizione del Premio Federgat / I Teatri del Sacro 

Lo spettacolo è liberamente tratto da un racconto breve di Gabriel Garcia Marquez, dal titolo “Un signore molto vecchio con certe ali enormi”, scritto nel 1968. 

«Era vestito come uno straccione. Gli restava appena qualche filo sbiadito di cranio pelato e pochissimi denti in bocca, e la sua penosa condizione di bisnonno fradicio lo aveva privato di ogni grandezza. Le ali da grosso avvoltoio, spennacchiate e sporche, erano definitivamente incagliate nel pantano».

Il fatto è molto semplice un vecchio angelo caduto dal cielo finisce in un villaggio di pescatori.

L'incontro casuale con gli abitanti del villaggio è una grande novità e porta scompiglio. Ci sono reazioni diverse si va dalla paura dello sconosciuto per poi usarlo a proprio beneficio. Si confrontano così vari livelli di povertà da quella economica a quella spirituale.

Nel corso degli avvenimenti ci sono anche momenti positivi per l'angelo che avvengono quando si avvicina a lui un bambino con il suo cane e poi una vecchia povera che divide con lui un pezzo di pane.

Abbiamo immaginato di raccontare questa storia in un ipotetico villaggio ligure, ove tutti i protagonisti sono pupazzi mossi a vista.  Gli abitanti di questo paese hanno tutti lo stesso volto,  il che rende surreale e comico l'habitat ove il vecchio con le ali è precipitato, una specie di Gulliver nel paese di Lilliput, ma con due ali d'angelo.

Il luogo dell'azione è un quadrato con ai bordi tante casse, cassette  e sopra alla testa varie tipi di illuminazione, carrucole, paranchi posti lì a ricreare un ambiente marino.

Al centro della scenografia c'è l'attore seduto che muove pupazzi, corde ed oggetti portando avanti la narrazione con una serie di azioni al presente: tutto capita qui ed ora.

Il suono delle onde che si infrangono sulla riva è già presente prima dell'inizio dello spettacolo e permane come tappeto sonoro durante tutto lo svolgimento della storia.

Su di esso si mescolano canti polifonici della tradizione ligure, suoni di strumenti a corda e altre sonorità che creano intralci emotivi nell'arco della narrazione eseguita dal vivo.

Lo spettacolo di natura comica presenta momenti di riflessione, si pone come un'opportunità per discutere sulle differenze e sul modo di approcciarsi a ciò che non si conosce.

L'inclusione o esclusione del prossimo dunque sono gli spunti di approfondimento che propone il testo e che nella realizzazione teatrale vengono evidenziati per essere rimodellati dallo spettatore.

PETER PAN

di e con Daniele Debernardi 
musiche Alessandro Delfino

Abbiamo voluto raccontare la storia di Peter Pan seguendo fedelmente il testo scritto dall'autore J.M. Barrie, l'adattamento è realizzato con pupazzi in un ambiente geometrico, formato da tanti parallelepipedi che si spostano, si aprono, si chiudono in ogni senso.

Lo spettacolo è una serie di immagini, che si susseguono, accompagnate da un costante tessuto sonoro dove i paesaggi, come in un film degli anni ‘30, si modificano.

In questi colori chiari, grigi, seppia, marroni della scenografia si scopre, con pochi tratti essenziali, l'ambiente di Londra e dell'isola che non c’è.

La particolarità della messa in scena e dello sviluppo scenografico è quella che l’immagine cambia, si modifica creando i vari luoghi della storia.

Abbiamo altresì voluto, drammaturgicamente, ricostruire un testo fedele ma con momenti comici e poetici.

La tematica dell'eterna giovinezza, espressa nel paesaggio di Peter, è il punto dove tutta la storia si snoda.
Nella nostra narrazione c'è molta commedia dell'arte: un 
Capitan Uncino spagnolo spavaldo e pauroso, i pirati due zanni che parlano in dialetto piemontese e siciliano ed ancora gli indiani con spiccato accento dei valligiani bergamaschi.

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