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IL PRINCIPE DEI PORCI
PRODUZIONE: I.so. s.c.a r.l.
COMPAGNIA: TEATRINO DELL’ ERBA MATTA
INTERPRETI DANIELE DEBERNARDI, ANNA DAMONTE
TECNICI: FRANCESCO ARCADI, MARINO LAGORIO
NR.
ATTORI
2
NR. TECNICI 2
GENERE: teatro a tecnica mista (attore – oggetti)
TECNICA UTILIZZATA: ombre, pupazzi, attore
PERIODO DISPONIBILITA’: Da gennaio a dicembre
DURATA
DELLO SPETTACOLO: 60 minuti
N. ATTI: 1
AUTORE: DANIELE DEBERNARDI
FONTI: le fiabe di Andersen
REGIA: DANIELE DEBERNARDI
MUSICHE: Paolo Sax
La compagnia dichiara ai
sensi dell’art.46 del DPR n.445 del 28/12/2000 che il
compenso non supera il foglio paga di cui alle
indicazioni dell’art. 5 comma 5/6 del D.M. del
27/02/2003
ANNO
DI PRODUZIONE 2011 NOVITA’ (x
) RIPRESA ( )
ALTRE
NOTE: età consigliata dai 3 anni
AIUTI
SU PIAZZA (a carico della compagnia): SI (
) NO ( x )
OSCURABILITA’: SI (x )
consigliata NO ( x )
FASCIA D’ETA’ CONSIGLIATA: dai 03 anni ai 10 anni
ESIGENZE TECNICHE
PALCOSCENICO
(misure minime)
LARGHEZZA: 6 metri
ALTEZZA: 3 metri PROFONDITA’: 4
metri
GRATICCIO (solo se indispensabile): SI ( )
NO (x )
CARICO
ELETTRICO: 5 kwatt 220 volts 16 A
DURATA
MONTAGGIO: 2 ore
DURATA
SMONTAGGIO: 2 ore
SERVICE LUCI E FONICA SI
INTENDONO AUTONOMI, DIVERSAMENTE SI PREGA DI SEGNALARLO
TRA LE ESIGENZE PARTICOLARI
SPAZI
NON TEATRALI (specificare):
ESIGENZE PARTICOLARI (specificare):

TRAMA E TEMATICHE
C'era una volta un
principe povero, che aveva un regno molto piccolo, ma
grande abbastanza per potersi sposare; e sposarsi era
proprio quello che desiderava. Certo ci voleva un bel
coraggio a chiedere alla figlia dell'imperatore "Mi vuoi
sposare?", ma egli osò ugualmente, perché il suo nome
era conosciuto dappertutto e c'erano centinaia di
principesse che avrebbero accettato volentieri; ma
vediamo cosa fece quella principessa?
…
Cosi inizia la storia del
guardiano dei porci ma ad un certo punto noi cambiamo
storia e lo spettacolo prosegue all’interno della fiaba
del principe ranocchio dove la bellezza è un valore
interno, emotivo e non soltanto estetico, dove l’amore
trionfa e la differenza è un valore aggiunto.
Abbiamo voluto raccontare
questa storia per parlare ai bambini di un tema molto
importante: la bellezza. Vista in tutti i suoi aspetti:
esteriore, interiore correlata ad altri elementi quali
l’intelligenza, la pazienza, l’amore, il coraggio.
Temi prevalenti:
la libertà simbolo di
opportunità, di autonomia, di scelta. La crescita e
l’educazione portano a cercare all’interno di noi stessi
la libertà di essere uomini di progettare il nostro
futura di condividere e accettare le altre realtà
multiculturali.
Riferimenti all’esperienza
del bambino e/o adolescente:
Lo spettatore si troverà
davanti a due tipi di racconto uno visivo più immediato
e ricco di particolari l’altro legato all’ascolto e
attraverso la mescolanza di questi due modi di
raccontare che abbiamo allestito una storia interessante
e sorprendente
Tecniche e linguaggi
teatrali utilizzati (ad ex. improvvisazione teatrale)
con breve spiegazione e/o eventuali testi da consultare
in proposito:
Teatro di figura animata,
quindi ombre e sagome. Un attore \ narratore che conduce
la storia eseguendo le voci dei personaggi. L’intero
spettacolo è accompagnato da suoni e rumori amalgamati
insieme a basi musicali originali.

Metodo di lavoro
utilizzato dalla compagnia nella creazione dello
spettacolo
Dopo aver letto diversi
testi, abbiamo scritto un’ossatura generale dello
spettacolo, che ci ha permesso di effettuare delle
modifiche al racconto, inserire personaggi che possono
essere di supporto alla storia, verificare quali tipi di
argomenti si vogliono trattare e quali invece
tralasciare.
Il secondo luogo,
progettiamo la scenografia, quindi le singole scene sono
prima disegnate e successivamente realizzate in formato
modellino (1: 100) in modo da verificare il
funzionamento dell’idea iniziale, poi cominciamo la
costruzione dei pupazzi necessari a raccontare la
storia.
Per finire, passiamo alla
stesura del copione, che prima del debutto subirà delle
modifiche in base ai movimenti, alle ombre, ai pupazzi e
agli spazi disponibili.
Indicazioni sulle scenografie
(soprattutto se sono allestimenti particolari) e sui
costumi.
Per lo spettacolo abbiamo
realizzato due strutture, due castelli che come nel
gioco degli scacchi si affrontano, si combattono. Le
strutture sono in legno, dipinte ad olio – le strutture
sono le raffigurazione di due posti, due luoghi
indefiniti.
schede didattiche o
percorsi di lavoro che volete consigliare agli
insegnanti:
consultare il libro:
LE FIABE DI ANDERSEN
Profilo caratteriale
della Compagnia e breve curriculum professionale. Per
profilo caratteriale intendiamo le motivazioni che hanno
spinto alla sua fondazione, le linee guida dei percorsi
artistici da lei intrapresi e i sostanziali cambiamenti
di rotta eventualmente verificatisi:
La compagnia nasce
nell’affrontare i temi della Commedia dell’arte, dei
giullari e delle maschere, si sviluppa poi nel racconto
narrato e soprattutto ha un’evoluzione nei cantastorie,
quindi nel 1987 comincia la nostra attività di teatranti
di strada. Portandoci dietro bauli e valigie iniziamo il
nostro percorso nelle varie città. Successivamente nel
1992 dopo aver partecipato a diversi corsi di formazione
e di costruzione (legno, gommapiuma e lattice) inizia la
nostra attività di teatro di animazione (uso in scena di
pupazzi e oggetti).
II T.E.M. nasce
ufficialmente nel 1988 come fonte di ricerca, nella
scuola dell'obbligo: i
mezzi espressivi manuali
(gli oggetti ed i pupazzi) nell'affabulazione di fiabe e
racconti sono il terreno di lavoro.
Prima di tutto ciò, però,
una serie di percorsi fatti nel teatro di parola e nel
lavoro con i minori. Lavorando e sperimentando con
compagnie locali: "Centro ricerche espressive" di
Savona, il "Teatro dell'Archivolto" di Genova e
Compagnie nazionali: "II teatro del vento" di Padova, il
"TIEFFEU" di Perugia, per poi raggiungere le porte
d'Oriente ("La Lanterna Magica" Turca) e l'India con la
"Danza delle Ombre". Collaboriamo con alcune Cooperative
di Servizi Sociali in Savona e Genova. Continuiamo la
nostra attività nelle scuole superiori soprattutto su
attività di prevenzione del disagio giovanile.
Nel 1997 Daniele
Debernardi si è diplomato alla "Scuola dell'attore
comico" condotta da Antonio Fava. E' presente dal 1996
sui più importanti cartelloni di teatro per ragazzi in
Italia. Dal 1998 collabora con cooperative di Genova
"Comunità S.Benedetto al Porto" e la Cooperativa "La
Salle" negli interventi educativi rivolti
all'inserimento di ragazzi e bambini immigrati e non,
nelle zone a rischio. Dal 1999 collabora insieme con
alcuni cantanti lirici di fama nazionale
nell'allestimento di "Opere Buffe" rivolte ai ragazzi
utilizzando la tecnica del teatro di figura.
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